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Legge Salva Mare: la responsabilità collettiva per la tutela degli ecosistemi acquatici

La nuova legge promuove e premia i cittadini e le imprese che recuperano i rifiuti derelitti

Legge Salva Mare: la responsabilità collettiva per la tutela degli ecosistemi acquatici 

Il 25 giugno è entrata in vigore la Legge “Salvamare” (l.n. 60/22), un nuovo importantissimo strumento per legittimare le buone pratiche e rendere protagonisti della transizione ecologica i cittadini, che finalmente potranno svolgere un ruolo attivo nel contrasto all’abbandono di rifiuti in mare e nel recupero di materiali nell’ottica dell’economia circolare.   

Lo stato di salute del Mar Mediterraneo è preoccupante: oltre ad un’altissima concentrazione di microplastiche sono presenti rifiuti flottanti che spesso finiscono nelle reti dei pescatori. L’Italia è una delle maggiori inquinatrici del sistema marino: ogni giorno vengono disperse più di 90 tonnellate di plastica al giorno. 

Prima della Legge Salva Mare questi rifiuti portati alla deriva dovevano essere ributtati in mare, pena l’accusa di traffico illecito di rifiuti con relativa multa.  

Adesso, invece, non solo sarà possibile conferire, una volta tornati in porto, i rifiuti trovati accidentalmente in mare, ma anzi è incoraggiata la raccolta volontaria, sia fra le aziende sia fra i comuni cittadini. 

Questi ultimi, come singoli o sotto forma di associazioni, sono i veri protagonisti di questa legge: l’azione concreta e la promozione di percorsi educativi per gli alunni e per i cittadini, la collaborazione e il dialogo sono dei punti cardine della nuova normativa. 

Dopo due anni di attesa “Finalmente l’Italia si dota di uno strumento fondamentale nel contrasto al marine litter, rendendo i pescatori protagonisti attivi per liberare il mare dai rifiuti.  L’importante ruolo dei pescatori nella lotta ai rifiuti in mare è da sempre al centro della nostra attività e negli ultimi anni abbiamo attivato tanti progetti sperimentali di fishing for litter, con una bella collaborazione tra Legambiente e le cooperative di pescatori, per dimostrare l’importanza di questa azione.” commenta il Vicedirettore di Legambiente, Giorgio Zampetti.  

La nuova normativa è di capitale importanza visto anche il messaggio che lancia: siamo tutti responsabili della tutela degli ecosistemi.  

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